|
LE PARROCCHIE DI LUCOLI |
PARROCCHIA SANT'ANDREA |
|
|
La chiesa di S.Andrea di Lucoli fu fondata tra il 1215 e il 1256 nella località anticamente detta “Silva Plana” (selva piana); in quegli anni la chiesa era tassata per “granum unum” (un grano, equivalente a 1/100 di ducato napoletano). L’abitato si sviluppò, però, solo verso la seconda metà del XIV sec. Il primo riferimento al villaggio e alla chiesa di S. Andrea di Lucoli è infatti del 1377, anno in cui il parroco mise in vendita una casa di proprietà della chiesa stessa. Nel 1424 troviamo invece un Mono di Masciarello di Lucoli che scelse la chiesa di S. Andrea come sua sepoltura, lasciandole un legato. Nel 1467 abbiamo notizie della chiesa di S. Andrea “della Stacca”, che i parrocchiani di S. Andrea costruirono in L’Aquila durante la fondazione della città. Del Quattrocento è la casa con arco e cortile interno dei Francavilla, nobili aquilani che si dicevano discendenti di una famiglia baronale francese, le cui forme medievali sono oggi quasi irriconoscibili. I Francavilla si stabilirono, per alcuni secoli, a Tornimparte, dove tra il XV e il XVI sec. utilizzarono il cognome Vecchioli. Tra il XV e il XVI sec. i Cicoletta costituivano la famiglia più ricca del paese ed erano gli unici a possedere uno “jus patronatus” (un privilegio di tipo aristocratico) nella chiesa di S. Andrea. Di loro, oggi, non si ha più traccia.
Nella
“numerazione dei fuochi” del 1508 troviamo in S. Andrea solo otto nuclei
familiari, di cui uno estinto. Nel 1600, come risulta dai registri
parrocchiali, un comitato popolare ricostruì la chiesa di S. Andrea, che
da tempo era caduta in rovina. Di quell’epoca, con ogni probabilità,
possiamo osservare il portale della chiesa, timidamente classicheggiante
e il pregiato tabernacolo ligneo Seicentesco, che tante visite pastorali
ricordano come l’oggetto più prezioso presente nella chiesa. Nel
Settecento si trasferirono, nel villaggio di S. Andrea, alcune famiglie.
I Francavilla tornarono a S. Andrea costituendo la famiglia più cospicua
e numerosa. In seguito vi si trasferirono i Vannicelli, i Tempesta, i
Trapasso e i Masciocchi. |